Diario di cella

La giustizia che non risponde

Diario dello Scrivano di Rebibbia n. 9 — Omissione, rifiuto o ritardo di atti d'ufficio: le storie di Filippo, Vincenzo, Fabio e Mirko

La giustizia che non risponde

Sto leggendo l'Enciclopedia del diritto (Giuffrè Editore) che la definisco "la Bibbia del diritto", mi sono soffermato al testo XXX (Omissione-Ordine), il capitolo l'ho letto a bassa voce per non urlare a queste malefatte, ed ho trovato -Omissione, rifiuto o ritardo di atti d'ufficio-, tra me e me mi sono detto, ma questi «lassismi» vengono sanzionati? E se è si, ci mostrate queste sanzioni che dovrebbero essere tante? È vero che la legge è uguale per tutti? Le storie di Filippo, Vincenzo, Fabio e Mirko.

Riceviamo e pubblichiamo secondo le norme dell'Ordinamento Penitenziario.

Il Ministro della giustizia Carlo Nordio, il vice Presidente del CSM Fabio Pinelli, la Presidente del Tribunale di sorveglianza di Roma Marina Finiti sono a conoscenza di cosa succede in alcuni uffici di sorveglianza di Roma? Hanno letto sul nostro libro "L'Emergenza Negata il collasso delle carceri italiane" il perché il TDS di Roma è tra gli ultimi della classe? Secondo me è meglio far conoscere l'arcano rispettando quello che mi aveva detto il Presidente del TDS di Roma, e cioè di non indicare i nomi di questi Magistrati di sorveglianza chiamati in causa. Anche se si deve prendere in debita considerazione che la giustizia è amministrata in nome del popolo italiano e che lo stesso popolo ha l'obbligo di sapere come e da chi viene amministrata una certa giustizia. Metterò i nomi, quelli sì, di chi subisce in silenzio queste omissioni.

Che fine hanno fatto i valori della legalità, probità, efficienza ed imparzialità in alcuni uffici di sorveglianza di Roma, se nel leggere la e-mail del mio amico ergastolano Filippo Rigano che, con la dovuta precisione aspetta da 2261 giorni, cioè 6 anni, 2 mesi, 1 settimana e 2 giorni una decisione definitiva, visto che attualmente è in una condizione: "Sub iudice". La sua storia risale alla prima richiesta di permesso premio datata 22.6.2020, rigettata in data 2.8.2024, impugnazione al TDS di Roma il 3.9.2024 che rigetta il 6.12.2024, ricorso in Cassazione con l'accoglimento e rinvio al 27.02.2025, il TDS di Roma fissa udienza il 5.12.2025 e da questa data con udienza celebrata si aspetta una misera risposta che, sicuramente sarà di rigetto, questa è la vera certezza della pena.

Poi abbiamo anche la storia del mio amico ergastolano Vincenzo Gallo, lui declassificato e permessante da anni, ma che purtroppo per problemi di natura incognita subisce in silenzio una regressione trattamentale, non solo per la continuità alla fruizione dei permessi premio fermi ora dal 6.4.2026, visto che diverse richieste sparivano per poi riapparire presso la cancelleria, con il danno che nell'anno solare la persona non poteva e non può usufruire dei 45 gg. di permesso. La questione sta anche nel fatto che ogni 3 mesi con la nuova legge si devono chiedere le informative, le stesse che non arrivano in tempo, e quindi il nocumento e lo stallo. Nel caso di specie è dalla nuova richiesta datata 6.4.2026 nonostante le informative ricevute e (ormai scadute) che il Gallo ozia in cella senza ricevere spiegazioni.

Poi ci sono io (Fabio) che dal 14.03.2026 aspetto una misera risposta alla richiesta di permesso premio, per non indicare che si aspetta da anni una risposta sempre in merito al ricorso giurisdizionale sulla richiesta del permesso per l'affettività, siamo in tanti che abbiamo fatto ricorso giurisdizionale sull'affettività ma da anni non riceviamo risposte.

E poi c'è il fallimento dello Stato quando le persone detenute escono a fine pena senza benefici, e sono tante che a Rebibbia hanno questo destino, questa è una delle ultime storie, quella di Mirko Riccetti che nonostante abbia presentato istanza a Giugno del 35 ter o.p., si precisa che è sempre stato detenuto in cella con altre 5 persone qui a Rebibbia e che ha diritto come gli altri ad avere il ristoro, ma non c'è stata neanche una fissazione per l'udienza. Alla fine lo Stato ora dovrà risarcirlo con moneta dei contribuenti solo per queste omissioni con un grande danno erariale.

Cosa dirà la Corte dei Conti? oltre al danno alla persona detenuta, la beffa. Ho un archivio zeppo non solo di questa malagiustizia fatta di omissioni, rifiuto o ritardo di atti d'ufficio, non so se ci sarà una smentita a quello che ho scritto. Mi scuso per i tanti altri nomi che non ho indicato e che attendono la decisione per le tante richieste ex art. 35 ter o.p., ma sono sicuro che il Presidente del TDS darà un dovuto riscontro. Queste non sono lamentele individuali, ma sono lo specchio ai tanti altri casi che hanno anche quella portata di dibattito democratico, affinché si possa riconoscere quella dignità perduta se accade tutto ciò.

Qui si ammette un limite dello Stato, le istituzioni spesso non vedono o non vogliono vedere questi scritti che indicano problemi come "nodi strutturali" questo significa che il sistema non è "malato di influenza", ha una patologia cronica nelle fondamenta. Quell'equilibrio tra punizione e umanità oggi è rotto, proprio perché lo Stato riconosce di non riuscire a garantire pienamente il mandato costituzionale della rieducazione. Se a queste storture mettiamo i decreti fatti finora (spesso definiti "svuotacarceri", "pacchetti sicurezza" o "sulle dipendenze") capiamo bene perché questo Governo longevo ci ha portati dal 107% ad oltre il 140% di sovraffollamento.

Ricordo che per riformare il sistema serve chi il carcere l'ha vissuto o lo vive davvero, non solo chi lo amministra da un ufficio. Speriamo in chi ha il potere e il dovere d'intervenire e a cui siano affidate specifiche funzioni di sorveglianza e controllo affinché possa valutare queste condotte non incentrandosi solo sull'omissione, ritardo o rifiuto di «atti dovuti», ma specificatamente sulla dolosa inattivazione delle procedure di sorveglianza o controllo determinate per legge.

Secondo voi lettori questa è giustizia o denegata giustizia? Questa è la vera certezza della pena se Rigano è da oltre 6 anni per una risposta, considerando che è detenuto dal 1993 ininterrottamente. Secondo me è funzionale questa emergenza, questo sovraffollamento e questo sistema scellerato che premia non per merito ma per anzianità le persone che omettono, ritardano o rifiutano di rispondere.

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