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Teatro in carcere

Gli spettacoli messi in scena dietro le sbarre: i detenuti attori di Rebibbia e delle compagnie penitenziarie, tra Shakespeare, Dante e drammaturgie originali, per raccontare pena, colpa e libertà con la voce di chi le vive.

Teatro in carcere · 24 agosto 2026

Istruzioni di volo – trailer

Perelà è un uomo di fumo. Arrivato o sceso sulla terra dalla cima di un camino dove si è formato, definisce se stesso "un uomo leggero…tanto leggero…". L'incontro con gli altri uomini il cui peso è tanto più rilevante in proporzione al loro ruolo sociale, produrrà una serie di avvenimenti surreali. Dalla glorificazione di Perelà alla disgrazia. Palazzeschi usa l'ironia per raccontarci le miserie umane. Lo fa con enorme compassione, ma non risparmia il graffio. La lievitas che si contrappone alla gravitas, le due leggi fisiche che organizzano il nostro mondo. Se rappresentata da uomini schiacciati sotto il peso di vite così lontane dalla leggerezza, la metafora del volo acquista un senso importante.

Rebibbia · 12 dicembre 2023

Spettacolo teatrale "Coraggio senza confini – Voci oltre il buio"

Le immagini dello spettacolo teatrale «Coraggio senza confini – Voci oltre il buio» messo in scena nella Casa Circondariale di Rebibbia, nato dal progetto ispirato a «Speak Truth to Power» di Kerry Kennedy e interpretato dalle persone detenute.

Compagnia del Reparto G8 – Rebibbia N. C. · 2020

La Rivoluzione alla sudamericana

Da Augusto Boal. Adattamento e regia di Laura Andreini Salerno. Regista aiuto: Giuditta Cambieri. Assistente alla regia: Francesca Di Giuseppe. Con gli attori della sezione G8 di Rebibbia – Casa Circondariale N. C. "R. Cinotti". Con La Rivoluzione alla Sudamericana, ispirata all'opera del drammaturgo brasiliano Augusto Boal, la Compagnia del Reparto G8 del carcere di Rebibbia N. C. porta in scena un'opera corale, un grande gioco teatrale frutto di un lavoro complesso compiuto sul corpo, sul movimento, sul ritmo. Cogliendone gli aspetti comici e surreali, si racconta la storia di José, un modesto e affamato operaio in cerca di riscatto. La sua vicenda diviene il paradigma di molte esistenze. La storia di José è soprattutto una storia di solitudine. L'eterna solitudine dell'uomo, a cui sfugge il senso ultimo dell'esistenza e che continua inutilmente ad affannarsi alla ricerca di ascolto e di risposte. La tragicità della vicenda viene raccontata con ironia a sottolineare l'aspetto grottesco delle situazioni in cui si trovano i personaggi.

Compagnia dei Liberi Artisti Associati – Regia di Fabio Cavalli · 2020

Dalla città dolente – Colpa, Pena, Liberazione attraverso le visioni dell'Inferno di Dante

Prima mondiale di Video-Teatro live streaming da un Carcere. Regia di Fabio Cavalli. Cast: detenuti attori della Compagnia dei Liberi Artisti Associati. L'Inferno assomiglia alla descrizione di un antico carcere. I suoi Canti sono carichi di orrore e condanna per le crudeltà umane, ma anche di pietà per gli sconfitti, di sdegno per le vergogne dei potenti e dei loro servi. La società contemporanea è ancora permeata dalla visione antica del carcere come luogo di espiazione. La Costituzione e il nuovo Diritto Penale rovesciano quest'idea: se il carcere deve esistere, almeno sia il luogo dove si offre una nuova opportunità a chi ha sbagliato. Scuola e Formazione, Lavoro e Letteratura, Arti e Teatro sono i termini e i contenuti della grande riforma possibile della Pena. Dalla disperazione dell'Inferno, Dante esce infine "a riveder le stelle". Dalle nostre "città dolenti", attraverso la voce degli interpreti detenuti, capaci di appropriarsi della Commedia anche grazie a libere declinazioni dialettali del testo "fiorentino", emerge una visione diversa del carcere: un percorso nuovo e difficile, poetico ed etico, a tratti comico, attraverso la caduta, la pena, il riscatto. Quattro telecamere e una regia in diretta portano lo spettacolo Dalla città dolente dall'Auditorium di Rebibbia (340 posti) all'Auditorium del MAXXI (e sul web con sito dedicato).

Compagnia dei detenuti attori – Fabio Cavalli · 2017

Amleto – con i detenuti attori guidati da Fabio Cavalli

Con i detenuti attori guidati da Fabio Cavalli, in diretta alla Sala del MAXXI, al Teatro della Tosse di Genova, al Carcere di Marassi e in numerosi altri teatri e carceri italiane e sul web. Progetto Speciale del Ministero per i Beni e le Attività culturali e del Turismo 2017. Sinossi — Nell'Amleto di Shakespeare il giovane principe, chiamato dalla voce del sangue, dal fantasma del padre ucciso in una faida di potere familiare, indaga implacabilmente sui presunti colpevoli: lo zio e la sua stessa madre. Occorre compiere la vendetta e ristabilire l'ordine nella Famiglia e nella Città. Amleto è il killer obbligato, l'esecutore. Ma rifiuta di agire senza le prove del delitto. Pretende che Vendetta e Giustizia siano le due facce della stessa moneta. Nella strage finale, innocenti e colpevoli saranno ugualmente sacrificati in un atto di purificazione distruttiva. Solo Orazio resta testimone vivente, incaricato di ricordare ai posteri il rischio mortale che comporta la violazione dell'ordine all'interno di una comunità. Nell'Amleto si rispecchiano i destini di molti degli attori della Compagnia. E i destini di tutti noi. Se c'è del marcio nell'antica Danimarca, come ce la passiamo, oggi, fra Roma, Napoli e Reggio Calabria? (Con la sponda delle finanziarie del Nord). Quali faide, tradimenti e lotte fra clan, coprono di sangue le strade delle città, fino a macchiare i palazzi di un potere lontano ed oscuro? Dalla Fortezza di Elsinore alle nostre metropoli il salto spazio-temporale è quasi impercettibile. Nella parola dialettale scarnificata dei detenuti-attori, l'Amleto è cronaca di oggi ed emblema universale della dialettica fra Vendetta e Giustizia.