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Dalla condanna alla laurea in carcere, storia dello “scrivano (calabrese) di Rebibbia”
Detenuto da oltre 16 anni, Fabio Falbo si batte per celle più dignitose. Con lui un insolito «compagno di resistenza» come Alemanno. Che a una settimana dalla scarcerazione lo ringrazia

Nato a Corigliano Calabro, Fabio Falbo è stato arrestato 16 anni fa in Germania per concorso in omicidio. Dichiarandosi innocente, ha trascorso 13 anni in Alta Sicurezza, ma si è laureato in Giurisprudenza con esame pubblico nel teatro di Rebibbia. Ora è iscritto a Scienze della Comunicazione all'Università di Tor Vergata.
L'articolo racconta la sua alleanza con Gianni Alemanno, descritta come una “strana alleanza” tra un politico della destra sociale e una persona detenuta che ha fatto dei diritti civili la sua bandiera. Insieme hanno scritto il libro “L'emergenza negata” e lanciato la battaglia sul sovraffollamento carcerario, a partire dal caso della Dogaia di Prato.
“Fabio è un vero e proprio simbolo dell'epopea che può nobilitare la popolazione detenuta e dell'ingiustizia che oggi grava sugli istituti di pena” ha scritto Alemanno. “Dopo qualche giorno di “studio reciproco”, non potevamo non allearci nella battaglia comune contro il degrado del sistema penitenziario”.
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